
di Poyo
Le donne dell'antico egitto: Hatshepsut, Nefertiti e Nefertari
L'antica civiltà egizia dominò le sponde fertili del Nilo per oltre tre millenni. In questo tempo, ci furono circa trenta dinastie di sovrani, detti faraoni, la maggior parte dei quali furono di sesso maschile. Oggi sappiamo di almeno sei donne che hanno ereditato o si sono guadagnate il titolo di faraone e molte altre che hanno governato l'Egitto come regine. Tra queste possiamo individuarne tre che hanno avuto ruoli fondamentali nella storia della civiltà: Hatshepsut, Nefertiti e Nefertari.
Hatshepsut
Hatshepsut regnò l'Egitto durante il XV secolo a.c., agli inizi del Nuovo regno. Appartenente alla XVIII dinastia, fu la seconda donna faraone d'Egitto.
Fece i suoi primi passi verso il potere quando suo fratello e marito Thutmose II, sovrano d'Egitto, morì, lasciando erede al trono il figlio, Thutmose III, nipote e figliastro di Hatshepsut. Alla morte del padre, Thutmose era troppo giovane per essere in grado di governare, perciò la matrigna governò temporaneamente, in nome suo, mentre egli rimase comunque l'unico legittimo faraone. Quando Thutmose compì otto anni, Hatshepsut si proclamò faraone al suo fianco, sperando che avere due potenti faraoni al potere avrebbe aiutato a cessare i tentativi esterni di rubare il trono alla dinastia.
Per rafforzare la sua immagine di donna faraone, creò miti divini sulla sua nascita e si fece rappresentare nelle sculture e nelle incisioni come l'impersonificazione di molte dee del pantheon egizio, tra cui la dea Hathor, associata all'amore e alla maternità. Assunse l'identità di Hathor in particolare nelle sculture del suo tempio funerario che fece costruire lei stessa durante il suo regno, ai piedi delle rupi di Deir el-Bahari.

Sulle pareti del tempio, inoltre, è descritto uno dei più grandi successi del regno di Hatshepsut: la spedizione commerciale a Punt, un luogo situato nelle attuali Eritrea e Somalia. La spedizione si rivelò di gran successo quando gli incaricati riportarono alla capitale preziose ricchezze, tra cui degli alberi di incenso che vennero piantati nel tempio.
Hatshepsut fu uno dei più grandi faraoni d'Egitto, contro le aspettative di molti che credevano che una donna non sarebbe mai potuta essere un faraone. Si rivelò una governante pacifica, rispetto ai suoi predecessori, concentrandosi piuttosto sulla realizzazione di importanti opere edilizie e grandi spedizioni commerciali.
Nefertiti
Nefertiti fu la regina del faraone Akhenaton della XVIII dinastia nel XIV secolo a.c., all'inizio del Nuovo Regno.
Dopo un'infanzia privilegiata, ancora ragazzina, sposò il faraone Amenhotep IV, il quale successivamente impose in Egitto il culto monoteista del dio Aton. Il sovrano cambiò il suo nome a Akhenaton, cioè "utile ad Aton", e la regina aggiunse al suo Neferneferuaton, che significa "la più bella delle belle di Aton". Per consolidare l'affermazione della nuova religione, la coppia rese la famiglia reale quasi sacra e soggetto di moltissime rappresentazioni artistiche. Si sviluppò, infatti, un nuovo movimento artistico affermato dal faraone e la regina: l'arte amarna. Si basava su linee sinuose, forme delicate e realistiche, opponendosi ai rigorosi canoni di bellezza dell'arte egizia di allora. Nefertiti è celebre ancora oggi per i suoi magnifici busti che la raffigurano come una donna di una bellezza unica e vivida.

Nelle opere d'arte assumeva un ruolo divino pari a quello del faraone. Tramite l'arte, il faraone e la regina intendevano promuovere la nuova religione, ma essa non fu mai pienamente sposata dal popolo e venne rimossa appena terminò il regno di Akhenaton.
Nefertiti non fu mai faraone, ma regnò al fianco del marito diventando una regina di importanza divina.
Nefertari
Nefertari fu la sposa del faraone Ramses II della XIX dinastia, il più glorioso faraone della storia dell'Egitto. La coppia regnò nel XIII secolo a.c. durante il Nuovo Regno.
Il nome Nefertari vuol dire "la più bella" e fu dato alla regina di Ramses per evidenziare la sua bellezza, spesso accompagnato da epiteti come Merimut, cioè "amata da Mut", una dea associata alla maternità e alla regalità. Ramses stesso la definì "colei per cui il Sole splende". Nacque in una famiglia presumibilmente nobile dove fu istruita. Si pensa che possa discendere da Ay, un faraone della XVIII dinastia.

Nelle rappresentazioni artistiche del faraone e la regina, viene raffigurata come una potenza a sé. Nel suo tempio ad Abu Simbel, ad esempio, situato a fianco del tempio del marito, la sua statua è di statura quasi uguale a quella del faraone.
Nefertari contribuì anche ai successi militari del marito, il più celebre dei quali fu il Trattato di pace di Qadeš. Ella aiutò a rafforzare la pace tra Ittiti ed Egizi stringendo rapporti profondi con la regina ittita.
Nefertari è tra le regine più celebri ed importanti della civiltà egizia. Ebbe un ruolo fondamentale nel regno di Ramses il Grande contribuendo ai suoi successi grazie al suo splendore e la sua intelligenza. La sua tomba è considerata tra le più belle e meglio preservate scoperte nel nostro tempo.

Ci furono molte altre regine e donne faraone nella storia dell'Egitto che ci stupiscono ancora oggi per la loro potenza e capacità di governare un enorme popolo, spesso contrario alla loro regalità. Oggi siamo a conoscenza solo di una parte dei sovrani Egizi, mentre gli altri il cui ricordo rimane perso nella notte dei tempi, attendono sotto strati di terra e sabbia di essere scoperti e tornare nella memoria delle persone.



